L’Infernetto e Castel Porziano

L’Infernetto, Via Severiana e la tenuta presidenziale di Castel Porziano

Il territorio ricompreso nel decimo municipio di Roma ha una storia intrisa di eventi che comprendono le alternate vicende di papi e imperatori romani, di re, regine e baroni, di braccianti agricoli e di operai edili, di duchesse e di capi di Stato.

Pianta del Castello e Territorio di Porcigliano nel 1660
Pianta del Castello e Territorio di Porcigliano, 1660
L’Infernetto è una zona residenziale immersa nella pineta secolare di Castel Porziano e conta ad oggi circa trentamila residenti. Si può dire che la storia moderna della città di Ostia abbia avuto inizio proprio da qui per volontà del re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Ma andiamo con ordine. La storia ha inizio quando l’antica famiglia di origine latina Procilia, residente nell’antica Lavinium, divenne proprietaria di un fondo conosciuto come: “Fundus Procilianus”. Da qui ha origine il nome di Castel Porziano. L’intera area comprendeva anche la tenuta del re d’Italia Vittorio Emanuele II, l’attuale residenza estiva del Presidente della Repubblica, e arrivava fino alla costa in cui imperatori come Ottaviano Augusto ma anche oratori, funzionari e nobili patrizi e cavalieri, avevano edificato le proprie residenze al mare.

La Via Severiana

Via Severiana [Foto: https://www.flickr.com/photos/mauro_orlando/ | Some rights reserved]
Via Severiana
[Foto: Mauro Orlando | Some rights reserved]
Ville meravigliose collegate tra loro dapprima da sentieri di campagna e mulattiere e poi tramite la via Severiana che in passato collegava un po come l’attuale strada Litoranea il porto di Traiano alla città di Terracina. Realizzata dall’imperatore Settimio Severo (193/211) tra il 189 e il 209 d.C e perfettamente lastricata alla romana con pietre poligonali in pietra lavica perfettamente squadrate la Severiana diverrà presto una delle arterie più frequentate di tutto l’impero.

Settimio Severo fu tra gli imperatori che si impegnò di più per lo sviluppo economico e demografico di Ostia tiberina, l’attuale complesso archeologico di Ostia Antica, e ne trasformò completamente la fisionomia urbanistica e arricchendola di templi, terme, magazzini, (horrea), caseggiati e edifici pubblici come il teatro e il piazzale delle Corporazioni durante il periodo più prospero e luminoso della Roma imperiale.

Il Vicus Augustus e il ritrovamento della villa di Plinio all’interno della tenuta presidenziale di Castel Porziano

Plinio il Giovane
Plinio il Giovane
All’interno della tenuta estiva del Presidente della Repubblica ricade il Vicus Augustus, un vero e proprio quartiere urbano fatto edificare dall’imperatore Augusto nel quale dimorava periodicamente Plinio il Giovane, il governatore della Bitinia, che nella sua “Lettera all’amico Gallo” descrive il territorio tracciando per i contemporanei uno spaccato della storia di quel periodo in cui l’impero conobbe il massimo sviluppo. Agli inizi degli anno Novanta la professoressa archeologa Elena Salsa Ricotti ha potuto riconoscere la reale posizione della Villa di Plinio con certezza assoluta confutando le tesi dei colleghi che in passato avevano individuato la casa nel sito attuale della Villa cosiddetta della Palombara che erroneamente continua ad essere attribuita a Plinio da una cartellonistica piuttosto datata.

Dopo la caduta dell’impero romano il fondo Prociliano divenne di proprietà dei monaci certosini del monastero di Santa Croce in Gerusalemme mentre nel VIII secolo fu ceduto al monastero di San Saba sull’Aventino. Dalle cronache dell’epoca risulta che nel nono secolo all’interno del comprensorio ricadesse una chiesa dedicata al Santissimo Salvatore in Decimo. Nel XIV secolo il fondo prese il nome di: “Castrum Procilianum” e assegnato al Monastero dei santissimi Andrea e Saba mentre una parte assai vasta della tenuta fu adibita a vigneto. Nel 1554 sia la tenuta che il borghetto che ormai si era formato internamente all’attuale tenuta presidenziale cessano di appartenere al monastero e passano in proprietà alla famiglia del barone fiorentino Agostino del Nero che lo tenne fino al 1823 quando gli eredi decisero di vendere la proprietà insieme a Tor Paterno ai duchi Grazioli, divenuti nel 1872 Grazioli Lante della Rovere, che a loro volta rivendettero l’area al re d’Italia, Vittorio Emanuele II, che ne fece una propria riserva di caccia frequentata da papi e regnanti di tutta Europa che spesso si recavano in visita nella tenuta.

Bosco di Castel Fusano
Bosco di Castel Fusano e resti della Villa della Palombara [Foto: archivio]

1947: la nascita del quartiere urbano dell’Infernetto

Dopo la bonifica dei Ravennati avviata dal 25 Novembre 1884 e l’iniziale risanamento avviato in tutto il territorio negli anni venti e trenta, dopo la guerra e l’avvento della Repubblica la tenuta reale di caccia passò in proprietà alle eredi femmine di casa Savoia sulle quali non pendeva alcun obbligo di esilio promulgato verso i soli discendenti maschi. Discendenti che a loro volta cedettero una parte della tenuta al Presidente della Repubblica che la destinò a propria residenza di vacanza e di caccia, mentre un’altra parte fu venduta al comune di Roma che la concesse a una cooperativa di privati chiamata: “Casa mia”, che nel 1947 iniziò la prima lottizzazione e diede avvio all’urbanizzazione che a tutt’oggi ancora prosegue e ha trasformato il quartiere fino a quello che conosciamo e in cui abitiamo o transitiamo di passaggio oggi di ritorno dal mare.


Stefano Lesti Stefano Lesti
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