L’Episcopio e il Salone Riario a Ostia Antica

L’Episcopio e il Salone Riario della Cattedrale di Sant’Aurea

Nella zona dietro l’altare della cattedrale, sorgono quelli che a lungo sono stati gli alloggi vescovili. Si deve a Raffaele Riario, divenuto vescovo di Ostia nel 1511, l’opera di valorizzazione del palazzo vescovile al pari della preziosità architettonica e monumentale del castello, del borgo e della chiesa. Egli fece costruire un’altra ala che divenne parte integrante della chiesa. Le stanze furono abbellite con fregi mentre le pareti del grande salone centrale furono completamente affrescate. Fino a qualche decennio fa le pareti apparivano bianche, probabilmente perché erano state coperte di calce poiché i locali avevano ospitato degli appestati.

Affreschi di Baldassarre Peruzzi nell'episcopio
Affreschi di Baldassarre Peruzzi nell’episcopio

Fu grazie a un parroco amante della storia antica, il compianto padre Geremia Sangiorgi, esperto di storia dell’arte, se nel 1977 quell’opera è stata riportata alla luce. Il sacerdote, cercando le prove storiche di un probabile Conclave svoltosi in quell’edificio, grattando l’intonaco superficiale svelò l’esistenza degli affreschi. Questi sono stati attribuiti a Baldassarre Peruzzi a Domenico Beccafumi e a Cesare Da Sesto: rappresentano episodi ripresi dalla colonna traiana. Si dice che il Peruzzi per osservare i particolari della colonna si facesse calare in un cesto di vimini dalla sua sommità.

Testo: Stefano Lesti per ia-ostiaantica.org