Gregoriopoli, l’attuale Ostia Antica

L'affresco di Raffaello intitolato "Battaglia di Ostia", 1514, Stanza dell'Incendio di Borgo (una delle Stanze Vaticane)

Gregoriopoli: il titolo cardinalizio, il borgo di Ostia Antica e il castello di Giulio II

Gregoriopoli, l’attuale Ostia Antica, agli inizi del medioevo era ormai diventata il punto di arrivo via mare ai cristiani provenienti a Roma da oriente e medioriente ed era stata elevata a sede episcopale già nel terzo secolo.

L’attuale cattedrale di Sant’Aurea fu eretta nel luogo in cui la madre di sant’Agostino era stata sepolta e fu nominata cattedrale poiché papi e vescovi assisi sul trono annunciavano il Vangelo come dottori della Chiesa compiendo il proprio dovere di evangelizzazione su un luogo non fisico ma simbolico come la cattedra posta idealmente sopra l’altare a rappresentanza degli apostoli attorno al Cristo taumaturgo. La titolarità di sant’Aurea, la più antica delle diocesi suburbicarie, era talmente importante per la Chiesa che attribuiva unicamente al decano reggente la consacrazione dei papi eletti e tradizionalmente veniva nominato principale assistente personale del pontefice.

Papa Joseph Ratzinger era cardinale decano di Ostia Antica quando nel 2005 venne eletto a capo della Chiesa. E fu il cardinale grazie al quale Giovanni Paolo II attribuì a sant’Agostino l’elevazione di santo patrono del decimo municipio di Roma, già tredicesimo nel 2003. Il titulus di Ostia fu unito a quello di Velletri nel 1150 da papa Eugenio III. Fu Pio X nel 1914 a separare di nuovo le cattedre e a legare Ostia direttamente alla persona del Decano. Come sappiamo durante il medioevo la rovina cadde sul territorio dell’antica Ostium ma Gregoriopoli rimaneva la porta di accesso a Roma dalla foce del Tevere per mercanti e delegazioni tramite la quale dovevano transitare i fedeli e i pellegrini di passaggio per partecipare ai festeggiamenti giubilari indetti dai pontefici. Durante un “Giubileo” infatti a ogni luogo di provenienza geografica corrisponde una basilica di transito a Roma prima di San Pietro.

Nel 1483, sotto il pontificato di Sisto IV, il vescovo di Ostia cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, iniziò la costruzione del castello di Ostia, completato nel 1486 con papa Innocenzo VIII. Il fortilizio inglobò la più antica torre circolare, edificata nel 1423-24 da papa Martino V Colonna, che divenne il mastio della nuova costruzione.
Nel 1483, sotto il pontificato di Sisto IV, il vescovo di Ostia cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II, iniziò la costruzione del castello di Ostia, completato nel 1486.
[Foto: Frank Kovalchek (CC BY 2.0)]

Il borgo nacque per dare conforto e rifugio agli antichi operai delle saline nella zona di Stagni Ostia e dopo l’abbandono di Ostia antica fu fortificato da Gregorio IV, ristrutturato e sviluppato. La realizzazione più rilevante fu operata dal vescovo Giuliano Della Rovere, papa Giulio II, che potenziò le mura, fece ricostruire la basilica e fece realizzare il castello architetto di questa ristrutturazione e sviluppo detta poi “del Vasari e di Baccio Pontelli”.

La struttura seppur angusta mantenne una funzione difensiva fino al 1587 quando la piena straordinaria del Tevere dovuta a un fortissimo terremoto deviò il corso del Tevere che si allontanò nella sede attuale lasciando il castello privo di nemici e di acqua nel fossato. Divenuto inutile per scopi militari fu abbandonato e destinato dapprima a dazio e dogana poi fu lasciato in rovina e fu utilizzato da pastori e contadini come stalla e deposito come unica “oasi” rimasta e immersa nelle paludi mentre la torre fu utilizzata come prigione del regno pontificio con i galeotti utilizzati nell’800 nei lavori di scavo e ricerca dell’antica Ostium, poi durante il regno d’Italia sopratutto durante la prima guerra quando i soldati austroungarici, prussiani e dell’Est europeo erano utilizzati come manovalanza per costruire la rete ferroviaria della linea Roma-Ostia. Rocca e borgo furono restaurati durante tutto il 900 e costituiscono oggi una sorprendente testimonianza urbanistica, archeologica e storica.

Nelle stanze vaticane il castello si può vedere ancora oggi così com’era nel ‘500 per mano e pennello di Raffaello Sanzio. La scena rappresentata dal pittore di Urbino celebra la vittoria di papa Leone IV riportata sui saraceni nel 849 e Gregoriopoli e il castello di Giulio II fu usato come paesaggio storico di sfondo a una battaglia avvenuta realmente sulla costa di Ostia.

L'affresco di Raffaello intitolato "Battaglia di Ostia", 1514, Stanza dell'Incendio di Borgo (una delle Stanze Vaticane)
L’affresco di Raffaello intitolato “Battaglia di Ostia”, 1514, Stanze Vaticane
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Stefano Lesti Stefano Lesti
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