Caseggiato di Diana

Il Caseggiato di Diana ad Ostia Antica

Caseggiato di Diana ad Ostia Antica
Spiegazioni delle cartine

Ad Ostia, come nella vicina Roma, a partire dall’età tardo repubblicana e imperiale, cominciò ad apparire la Insula, ossia quello che oggi definiremmo il condominio. La sua costruzione si rese necessaria per via dell’incremento demografico del periodo considerato, come risposta alla crescente domanda di abitazioni in affitto. Si trattava solitamente di edifici quadrangolari con cortile interno, talvolta porticato, dal quale si dipartivano corridoi di accesso per i vari appartamenti.

0653 Ostia - Via della Casa di Diana - SchildIl caseggiato di Diana ad Ostia rappresenta un esempio molto ben conservato di condominio. La costruzione risale a circa il 150 d.C. e si trova ad un livello sopraelevato rispetto alla strada. Lungo le facciate sud e ovest corre un marciapiede. Ad est si trova il Caseggiato dei Molini, dal quale è diviso da un vicolo.

Considerato lo spessore dei muri portanti si ipotizza che l’edificio fosse formato da: piano terra, mezzanino, primo, secondo e terzo piano. Nel piano terra si trovavano botteghe con affaccio sulla strada e retro-botteghe di servizio per i negozi. Dal piano terra si accede ad un mezzanino sempre ad uso delle botteghe. Al primo piano c’erano gli appartamenti più eleganti dotati di una balconata che percorreva il perimetro dell’edificio. I piani superiori, presumibilmente due, erano invece destinati alla gente più umile.

Caseggiato di Diana
Caseggiato di Diana [Foto: Obra Social Fundación “laCaixa” | Some rights reserved]
All’interno dell’edificio, sui muri intonacati delle stanze o nei corridoi, si possono spesso ammirare inserti rossi, verdi e dorati che formavano cornici geometriche come rombi, quadrati, cerchi su un fondo bianco. Motivi decorativi che si incontrano spesso negli affreschi sono la testa di Medusa, i pesci, gli uccelli, decorazioni floreali, festoni e foglie. I pavimenti sono rivestiti con mosaici a motivi geometrici bianchi e neri.

Sul piano stradale nell’angolo sud-est si trova una scala che porta al piano superiore. Accanto ad essa si apre l’entrata principale dell’edificio, da cui parte un corridoio. Proseguendo, dopo l’entrata principale, si incontrano due stanze (negozi). In queste stanze si possono ammirare dei dipinti murali risalenti al 250-275 d.C., vi sono rappresentate figure femminili, fra cui la dea della fortuna, uccelli e pesci.

Via della Casa di Diana [Foto: Herb Neufeld | (CC BY 2.0)]
Via della Casa di Diana [Foto: Herb Neufeld | Some rights reserved]
Nell’angolo nord-est dell’edificio è stato trovato un mitreo con un’anticamera. Il mitreo risale alla fine del III o inizio del IV secolo. La stanza è collegata alla sua anticamera attraverso due entrate. A ridosso del muro a nord si trovano un altare e una cappella. La cappella è ricoperta di intonaco bianco con note rossastre, i suoi bordi laterali sono definiti da semicolonne in stucco; il piano è in travertino. La volta presenta decorazioni in pomice e intonaco blu. Un foro circolare conteneva probabilmente una lampada. Alla base del mitreo si trova una testa in marmo di Dioniso.

Quasi nel centro dell’edificio si trova il cortile che poteva essere raggiunto percorrendo il corridoio centrale da nord o da sud. In questo cortile si trova un rilievo in terracotta con la rappresentazione di Diana Cacciatrice mentre sfila una freccia con la mano destra e tiene saldo il suo arco con la sinistra. Ai suoi piedi ci sono il cane e un daino.

L’edificio, secondo l’opinione di alcuni, non sarebbe stato distrutto da un incendio o da un terremoto, ma sarebbe stato ribassato precauzionalmente al primo piano in seguito al suo progressivo abbandono nel IV secolo.

Testo: Paola Dalu per ia-ostiaantica.org

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