La storia archeologica di Ostia Antica

OstiaAntica full overview by Angelo Coccettini | Colonia Ostiensis, per la sua gentile concessione. Visualizzazione XXL in una nuova finestra

La storia archeologica di Ostia tiberina, (gli scavi di Ostia Antica), fino alla bonifica dei ravennati

Il nome Ostia deriva dalla parola Ostium (foce) e a sua volta deriva dal latino Os-oris (bocca). Il nome antico della città è Ostia tiberina”, la ‘porta’ del Tevere da cui secondo la leggenda Romolo e Remo risalirono il “sacro fiume” dentro una cesta prima di essere trovati e allattati dalla lupa capitolina. E’ infatti in questa parte del territorio che il fiume terminava anticamente il suo corso sfociando nel Tirreno la cui linea di costa anticamente si trovava sotto l’attuale sede stradale della via del Mare a poche decine di metri dal confine urbano e urbanistico dell’antica Ostia emerso a partire dagli anni Venti. Ne sono testimonianza storica e ufficiale i recenti ritrovamenti di parte di superfici dell’antico porto fluviale risalenti al 2011 e di una nave perfettamente conservata nei pressi dell’antica Tor Boacciana lungo la strada Ostia-Fiumicino in direzione dell’aeroporto Leonardo Da Vinci. Oltre che una continuità urbanistica emersa durante quegli studi tra Ostium e Portus, Porto, l’antica necropoli presente nella giurisdizione amministrativa del comune di Fiumicino, nella zona che oggi porta il nome di Isola Sacra in onore delle persecuzioni dei primi martiri cristiani tra il secondo e il quarto secolo che ebbero termine soltanto nel 313 con l’Editto di Costantino.

Gli scavi di Ostia Antica furono avviati all’inizio del 1800 sotto papa Pio VII e proseguirono con Pio IX nel 1909 in seguito con il Vaglieri il Paribeni e Guido Calza. Oggi si scava ancora e con l’ausilio delle nuove tecnologie l’antica città, tra i siti archeologici più visitati al mondo e il terzo in Italia, riappare in tutta la sua splendida magnificenza. Dopo Ercolano e Pompei i suoi resti sono il miglior esempio al mondo di città di epoca romana in grado di illustrare e raccontare a turisti e visitatori la vita a Roma e la nascita e il declino del suo impero millenario. Personaggi storici importanti come ad esempio Galeno e sant’Agostino arricchiscono lo storia con il fascino legato a uomini che da Ostia partivano a arrivavano per cambiare per sempre la storia dell’umanità intera.

La leggenda fa risalire la prima fondazione di Ostium, prima colonia di Roma, al quarto re di Roma, Anco Marzio nel 620 a.C. appena settant’anni dopo la fondazione di Roma, mentre la documentazione archeologica conferma e attribuisce in modo inequivocabile la nascita solo tra il VI secolo e il III. Quando i romani nel 396 conquistarono la città etrusca acerrima rivale, Veio. Solo in seguito la “Decima Legio” romana si accampò tra la foce del Tevere e il mare dando origine al primo “castrum” difensivo di cui si abbiano notizie certe per datare la città. La posizione strategica serviva per difendere Roma dagli assalti via fiume da Veio e da Greci e Siracusani che giungevano sulle navi via mare con il dominio terrestre su una via di comunicazione primaria e fondamentale per lo sviluppo di Roma.

[Foto: Federica Sequi | Some rights reserved]
[Foto: Federica Sequi | Some rights reserved]

Per la prima vera fondazione a uso coloniale occorrerà attendere i decenni a venire mentre la città cresceva intorno al presidio militare. Tuttavia i ritrovamenti durante il Novecento e anche più recenti di materiali e utensili risalenti all’età del bronzo nei pressi dell’attuale passaggio del Tevere verso la foce lasciano intendere che fin dal XIII/X secolo il territorio tra Ostium e l’antica Ficana fosse già abitato da popolazioni di pescatori allevatori e agricoltori nonchè da saline ricche e pregiate che servivano gli etruschi prima e i romani in seguito. Certo resta comunque il ruolo di primo piano di Ostia nella storia di Roma non solo dal punto di vista logistico e militare quando commerciale, storico, sociale, artistico e architettonico.

Proprio la sua caratteristica di città portuale e di raccordo tra le uniche vie di comunicazione di allora attribuisce a Ostia una cosmopoliticità forse ancora più variegata rispetto alla città capitolina. Al suo interno convivevano pacificamente in un discreto agio diversi popoli e culture anche religiosi nonchè classi sociali differenti tra loro un po come una moderna New York o Hong Konk. Ne sono testimonianza la presenza di templi e spazi dedicati alle religioni dai culti mitraici provenienti dall’antica Persia e dall’Oriente a quelli etruschi. Da Cibele dalla Frigia al culto per Iside degli Egizi alla più antica sinagoga d’Europa passando per le sacerdotesse di culti universali di cui si è trovata traccia negli affreschi presenti all’interno della Casa delle Yerodule ognuno adorava le proprie divinità rispettando le diversità.

La chiesa precristiana dedicata ai primi martiri locali testimonia i cambiamenti in atto nella società romana e nella storia della città che fino alle prime invasioni barbariche dei Visigoti di Alarico conobbe una crescita smisurata dovuta dall’essere un centro ricco, affacciato sul mondo intero grazie al mare, florido e popoloso a poca distanza via terra e via fiume da Roma. Abitato e frequentato sopratutto da funzionari, commercianti, militari, operai e artigiani Ostia era il centro principale di Roma per lo smistamento dei beni commerciali diretti a Roma e diretti all’esportazione e crebbe in ricchezza benessere e prestigio fino al culmine toccato sotto l’imperatore Adriano con la prima ristrutturazione e ammodernamento.

OstiaAntica full overview by Angelo Coccettini | Colonia Ostiensis, per sua gentile concessione. Visualizzazione XXL in una nuova finestra
Ricostruzione di Angelo Coccettini, Colonia Ostiensis, per la sua gentile concessione.

Tra il primo e secondo secolo d.C. Ostia contava già un milione di abitanti. Occorre considerare che quando dopo le guerre puniche e contro i greci, fenici e siracusani Roma ottenne il dominio assoluto del Mediterraneo, il Mare Nostrum. L’importanza commerciale della città prevalse pian piano su quella militare e nel corso del tempo al castrum si sostituirono botteghe e magazzini (horrea) oltre uffici commerciali posizionati sul lato settentrionale lungo la riva sinistra del fiume, chiamata “Trastevere ostiense”, situata alle spalle del teatro e di numerosi edifici pubblici tra cui il Campidoglio, con terme alimentate e riscaldate al fuoco dagli schiavi così come alcuni edifici di privati nobili, cavalieri e patrizi. Attorno all’ultimo secolo della Repubblica lungo gli altri lati della città furono erette mura difensive.

Iscrizione sulle mura di Porta Romana [Foto: Federica Sequi | Some rights reserved]
Iscrizione sulle mura di Porta Romana [Foto: Federica Sequi | Some rights reserved]

Due erano le strade principali, il Cardo massimo e il Decumano massimo, la prosecuzione della via Ostiensis, l’attuale via Ostiense, che da Roma si divideva nel nostro territorio in due rami, uno diretto al mare e uno al fiume. Poi si realizzò il foro con la ricostruzione del Capitolium, un tempio grandioso dedicato inizialmente a Giove, Giunone e Minerva, e si moltiplicavano i magazzini maestosi in cui venivano depositate merci e derrate alimentari. Nel foro furono erette la curia, la basilica e le terme. Sotto Augusto imperatore sorse il teatro tutt’ora attivo e in grado di ospitare un pubblico di quattromila persone, mentre alle vecchie case, domus, repubblicane si sostituirono moderne dimore con giardini e cortili porticati e pavimentati.

Caseggiato di Diana
Caseggiato di Diana [Foto: Obra Social Fundación “laCaixa” | Some rights reserved]

L’avvento del mattone fece nascere le insulae, case su due piani dotate di vetrate, che venivano affittate costringendo nel tempo all’amministrazione a dotarsi di una sorta di piano regolatore che consentì di progettare e realizzare interi quartieri urbani in grado di dare alloggio e accoglienza sia al milione di residenti che Ostia tiberina contava già tra il I e il II secolo d.C. che a coloro che lavoravano o comunque transitavano per il porto di Roma imperiale. Successivamente con la dinastia dei Severi venne realizzate tra le tante opere pubbliche la via Severiana che collegava il porto di Traiano nell’attuale comune di Fiumicino con il porto di Terracina facilitando lottizzazioni costiere, commerci e collegamenti via terra.

Nel II secolo si cominciò a edificare anche oltre il castrum e dopo che Mario la saccheggiò durante la guerra civile, Silla la dotò di ampie mura difensive che ne garantirono negli anni un maggiore e florido sviluppo. Nel III secolo iniziò il declino di Ostia data l’importanza assunta da Portus , l’attuale necropoli di Porto, ricadente nel comune di Fiumicino, dove si erano trasferite tutte le attività commerciali. Ostia rimase così tagliata progressivamente fuori da ogni via di comunicazione vista la difficoltosa navigazione del Tevere il cui corso e corrente era mutata rispetto al passato, oltre allo stato di abbandono cui era stata lasciata la via Ostiensis ingoiata letteralmente all’epoca da boschi e natura. Anche gli horrea furono abbandonati così come insulae e la caserma dei Vigiles, che provvedevano a spegnere i numerosi incendi che si sviluppavano data la convivenza difficile tra il legno e i fuochi che riscaldavano terme e case pubbliche e private al tempo.

Galerie der Ostseite des Piazzale delle Corporazioni
Piazzale delle Corporazioni [Foto: Klaus Heese | Archivio]

L’abbandono ulteriore del piazzale delle Corporazioni in cui era svolta per secoli attività commerciale e navale segnò il culmine di un declino che avrebbe condotto cento anni più avanti alla fine politica ed economica di Roma e dell’impero e all’abbandono definitivo di Ostia. Basti pensare che a causa della crisi economica di Ostia per restaurare il teatro furono utilizzate le basi delle statue del piazzale per chiudere le falle dei muri tutt’ora visibili. Dopo l’autonomia amministrativa concessa da Costantino il Grande nel IV sec. la città subisce le invasioni e i saccheggi dei barbari visigoti di Alarico che misero a ferro e fuoco la città massacrando anche donne, bambini e anziani. Dopo un momentaneo risveglio sotto il regno di Teodorico le sorti di Roma portarono all’abbandono definitivo alla natura alle paludi e alla malaria di quello che fino a Traiano era stato il porto militare e commerciale più ricco e importante nella storia di Roma. Quando anche l’acquedotto pubblico smise di funzionare era il V secolo.

La città era ormai estesa anche lungo la costa e ne sono prova i recenti scavi e ritrovamenti che tra il 2011 a oggi hanno rivelato i suoi contorni in una continuità che solo in pochi anche tra i grandi archeologi del passato avevano intuito. Durante i lavori per la bonifica dalle paludi dell’agro romano che erano stati svolti nella zona dell’attuale comune di Fiumicino e nel corso degli scavi per la realizzazione dell’aeroporto internazionale di Da Vinci da parte di cooperative di braccianti provenienti dal Friuli e dal Veneto come riconoscimento ai propri caduti della prima guerra 1915/18 emersero oltre alle strutture del porto di Claudio le rovine di ville, templi e residenze che solo di recente, cento anni dopo, hanno trovato una continuità storico scientifica fino a Ostia con altre costruzioni in parallelo alla Severiana fino a superare i confini del municipio attuale paventando l’ipotesi affascinante di una Ostia tiberina e balneare estesa da Fiumicino a Tor Paterno, oltre i confini della residenza presidenziale di Castel Porziano.

Nel 537 nel corso di un assedio dei Goti Ostia venne difesa dal generale bizantino Belisario e gli sparuti abitanti rimasti si rifugiarono nel teatro adibito e difeso con una fortezza dagli assalti barbarici. Nel XIX secolo fu saccheggiata dai saraceni e i pochi rimasti in città si asserragliarono e trasferirono nell’attuale zona del castello e del borgo medievale di Ostia Antica che all’epoca fortemente voluta da papa Gregorio IV fu chiamata in suo onore “Gregoriopoli”. Edificata nel luogo in cui anticamente il Tevere effettuava un’ampia curva verso destra prima di gettarsi nel Tirreno. Una posizione fortemente strategica e difensiva assai importante per Roma un po come lo era stata in passato Ostium. Per potenziarne l’efficacia e la sicurezza negli anni e nei secoli furono eretti una torre di guardia cilindrica da papa Martino V e per volontà del pontefice Giulio II, estimatore e amico di Michelangelo a cui si attribuisce il progetto di Tor San Michele, all’Idroscalo di Ostia nei pressi dell’attuale porticciolo turistico e inspiegabilmente preclusa alle visite del pubblico dalla sovrintendenza archeologica di Roma, fu edificato il castello cinquecentesco che porta il suo nome.

Intanto di Ostium, rimasta totalmente insabbiata e interrata dall’avanzare della linea di costa a causa delle forti correnti marine che la spazzavano e dal totale abbandono in cui era stata lasciata per secoli e secoli, si erano perdute le tracce e la memoria eccezion fatta per il Capitolium, l’unica struttura che per la sua mole e altezza è rimasta sempre parzialmente visibile fino al tardo Ottocento. Sopratutto ai pastori che l’avevano finito per trasformare in un ovile chiamato “La casina rossa” in virtù de laterizi colorati ancora visibili in piccola parte al suo interno.

Capitolium di Ostia Antica [Foto: U. Bucko (CC BY 2.0)]
Il Capitolium [Foto: U. Bucko | Some rights reserved]


Stefano Lesti Stefano Lesti
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